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Category Archives: censorship

Un caso di autocensura ai tempi di youtube

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Qualche giorno fa è apparso su youtube un video intitolato Milano, sushi e coca l’autore usa lo pseudonimo M¥SSKETA. Presto diventa un tormentone del web e raccoglie migliaia di visite da tutta Italia. Il contenuto è un susseguirsi di immagini e testi provocatori che documentano la Milano degli eccessi.

Dopo 48 ore scompare, quello che rimane è solo una pagina con su scritto questo video è privato. Immediatamente parte il tam tam di chi ha visto il video e adesso gli resta solo il ricordo. La domanda che sorge spontanea ad un curioso osservatore del mondo come me è cosa ha spinto M¥SSKETA a rendere il video privato e cosa significa questo per l’ecosistema del web.

Secondo me si tratta di un caso di autocensura dovuta alla confusione che l’autore ha fatto tra la sfera pubblica e quella privata. Con l’avvento del web, mai come prima d’ora, le persone sono spinte ad esporsi e a mettersi in mostra. In cambio riescono a nutrire il loro ego senza però, spesso, rendersi conto delle conseguenze.

Una parola scritta su di una bacheca pubblica, come può essere youtube, dovrebbe essere per sempre. Dico dovrebbe perché non è sempre così. Infatti strutture monolitiche come youtube, contrapposte a sistemi decentralizzati e distribuiti come i torrent, fanno sì che sia possibile rendere una cosa che dovrebbe essere permanente, effimera. L’informazione si piega così al volere di pochi od uno e non segue il volere della collettività.

Basti vedere i casi passati in cui google e youtube hanno rimosso video per violazione di copyright. Un progetto italiano che monitora i video censurati su youtube si chiama You no Tube. E’ molto preoccupante vedere in cima alla lista delle parole chiave censurate Referendum2011 e wikileaks. Questo è, a mio avviso, sintomo del fatto che il meccanismo della censura sta funzionando a pieno regime e sta facendo danni.

Rimuovendo i video dalla rete li stiamo sottraendo al bene comune. Li stiamo cancellando dalla storia.

Un gruppo di persone hanno deciso di cercare di ricreare Milano, sushi e coca sulla base dei loro ricordi per cercare di conservare questo pezzo di memoria collettiva.

China was right all along: some thoughts on the PRISM case

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Recently the world has learned, thanks to the act of courage of a whistleblower named Edward Snowden, the exact proportions of the U.S. surveillance state.

As a European citizen I find this, to say the least, very disturbing and hope that my country and all other European countries will do something to stand up against this blatant violation of users privacy.

The reason why I say European countries should do something about this is that I have truly lost hope in any kind of resolution coming out of the U.S. From the information made public it appears that the people that had the power to stop this have failed to do so and they appear to not have any kind of interest in working towards a resolution that both protects national security, but also citizens privacy.

The aspect that I personally find most interesting about this matter is the fact that U.S. companies that operate foreignly are implicated in this (google, facebook, microsoft and apple). The reason why this is important is that these companies deal with personal information belonging to non U.S. citizens. What this means is that being a EU citizen, therefore not having stipulated a social contract with the U.S. I have no power whatsoever to ensure that my issues on this matter get addressed. As a U.S. citizen I may be angry about this policy, but at least I have some little power (through voting, for example) to make sure that my issues are addressed. Moreover my local government is somewhat a more “trusted” party than in the case where I am a EU citizen.

This aspect is interesting for 2 reasons. The first is that I see this as a competitive advantage for companies that deal with personal information that are not based in the U.S. Why would I even want to have my personal data handled by a company that I know will collude with a rogue organization such the NSA?

The second aspect is perhaps even more interesting and controversial. China has a long history of censorship and surveillance, however I think that this story demonstrates us how they were actually the most farsighted. Chinese citizens have a social contract with their state. They give up some of their personal freedoms in exchange for security. The freedoms that they give up are quite a bit, but their state, in this circumstance, has demonstrated to have managed to successfully protect them from some threats.

In China all connections to facebook and google are censored and this turned out to be a very reasonable thing to do. If you are a state and your interest is to protect your citizens, why on earth would you allow them to sell their lives out to foreign countries that will use this data for intelligence purposes. You don’t. This is why I believe that censorship google and facebook in China turned out to be a good idea and perhaps something that Europe should consider as an option. If instead of wasting our time on censoring file sharing websites and gambling websites we were to focus on the important things and censor google and facebook in Europe, perhaps now we would not be in a situation were the EU has no way of ensuring the confidentiality of it’s citizens personal information.

I obviously do not believe that censorship is the solution here, however I do believe that the EU should do something to stop their citizens data from ending up in the hands of foreign spies. The first step in doing so is incentivizing good privacy aware EU based companies. I truly see this as the opportunity for the creation of a new european based silicon valley. Now is the time as citizens of the United States of Europe to show the US that we do not appreciate their laws with the only tool we have: money.

If you believe that people should have the right to privacy, then you should consider moving all your personal information away from google and facebook to other EU based more privacy aware alternatives.

Syrian Blue Coat device logs

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This night Telecomix released 54 GB worth of logs that Syria has been collecting thanks to Blue Coat devices.

The data contains logs up to August 4th 2011 and it reveals the habits of Syrian internet users, what sites are being blocked. Blue Coat has said in the past that: “company policy forbade the sale of equipment to the Syrian government”, this data provides evidence that such a statement is false. This is in violation of the US trade embargo and the matter is even more severe since this technology is being used to hunt down and kill innocent people.

No analysis on the data has been made. It would be interesting to figure out the best way to present such a data and see what questions can be answered thanks to it.

Some questions I think would be of interest are:

  • What are the most blocked sites?
  • What are the most visited sites?
  • What are the most searched keyword?

The logs have been redacted to not contain the IP addresses of the users visiting the sites, by replacing all of them with “0.0.0.0”.

A copy of the logs is available at: http://tcxsyria.ceops.eu/95191b161149135ba7bf6936e01bc3bb

Legge Bavaglio e la censura in Italia

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Il 29 Settembre 2011, a Roma, c’è stata una manifestazione contro il cosiddetto comma “ammazza blog”.

Questa legge era già stata proposta sotto il governo Prodi, ed era stata respinta. Fa parte di un disegno di legge che dovrebbe andare a favore del diritto alla riservatezza e limitare l’uso che i media fanno delle intercettazioni telefoniche citate negli atti processuali. E’ forse un caso che venga riproposta ora, che il nostro presidente del consiglio si trova di nuovo in difficoltà con la legge? Mi sento abbastanza sicuro nel dire che non c’è reale urgenza nel far passare questa legge, e che si tratta dell’ennesimo caso di legge ad personam per nascondere e proteggere chi già di agevolazioni ne ha tante.

Il comma che ha fatto più discutere è quello che appunto riguarda i blog. Infatti un blog verrebbe messo sullo stesso piano di una testata giornalistica e quindi soggetto ad una sanzione di euro 12.500 se non provvede alla rettifica entro le 48 ore dalla segnalazione di contenuti illeciti. Sinceramente non penso che questa legge passerà, perchè per fortuna qualcuno se ne è accorto ed è stato sollevato un gran bel polverone. Resta comunque la domanda, che cosa sarebbe successo se la notizia fosse passata in sordina? Che cosa sarebbe accaduto se questa legge fosse passata e ce ne fossimo accorti solo dalle lettere di notifica?

La censura in Italia è un grandissimo problema. Nel 2009 l’organizzazione Freedom House colloca l’Italia al 73-imo posto nel mondo per la libertà di stampa un posto sotto ad Israele. In Europa è al penultimo posto ed è uno degli unici due stati ad essere chiamati “parzialmente liberi”. Purtroppo dal 2009 questa tendenza anti-democratica non si è affatto arrestata. Negli scorsi anni abbiamo visto il caso PirateBay, BTJunkie, la censura dei siti di gioco d’azzardo e i media non ne hanno parlato per nulla. Se ci fosse stata di mezzo qualche bella figliola forse la notizia avrebbe attirato più attenzione, ma in fondo si sa che tira più un pelo di …

Il vero problema della censura però non è il motivo per cui viene fatta. Nel caso, ad esempio, dei siti pedo-pornografici credo sia difficile dire che è una cosa sbagliata. Però con questa scusa i governi hanno la possibilità di mettere su l’infrastruttura tecnologica per poi andare a censurare senza lo stanziamento di nuovi fondi materiale molto più controverso.

All’ESC11 (End Summer Camp 2011) ho fatto una presentazione sulle tecniche per individuare i metodi di censura. Sto sviluppando con Jacob Appelbaum uno strumento per misurare il livello di censura in un dato paese.

Forse aggiornerò questo articolo nei prossimi giorni con altri pensieri, ma per il momento questo è tutto.

Vorrei concludere con una frase di effetto necessaria:

La soluzione a quelli che sono percepiti soggettivamente come contenuti sbagliati è oggettivamente più contenuti.